
Donare il cordone ombelicale
Oltre
al midollo osseo si possono trovare preziose cellule staminali emopoietiche
anche nel sangue presente nel cordone
ombelicale, utili per la cura della leucemia e di altre malattie. Il
cordone contiene del sangue (detto placentare) ricco appunto di cellule
staminali, le stesse del midollo osseo, capaci di generare miliardi di globuli
rossi, globuli bianchi e piastrine. Mentre il midollo osseo non viene conservato in banche apposite, il sangue del cordone ombelicale viene invece mantenuto nelle 16 banche del sangue cordonale presenti in tutta Italia. La banca è una struttura sanitaria pubblica che raccoglie, conserva, tratta e distribuisce le cellule staminali presenti nel cordone ombelicale a scopo di trapianto, garantendone la tracciabilità, la qualità, l'idoneità e la sicurezza.
In Italia esistono, al momento attuale, 16 banche che conservano unità di sangue cordonale, mentre non esistono banche che conservino il midollo perché questo viene prelevato e trapiantato in tempi stretti.
In Italia non è consentita la conservazione per uso autologo (personale) del sangue del cordone ombelicale, tranne nei casi in cui sia presente, tra i consanguinei del nascituro, una patologia per la quale sia riconosciuto valido l'utilizzo terapeutico delle cellule staminali di cordone ombelicale.
In tale caso si parla di "donazione dedicata"(related) e le cellule staminali, conservate gratuitamente nelle banche italiane, sono ad esclusiva disposizione del soggetto al quale sono state dedicate in ragione della sua patologia.
Il motivo per cui nel nostro Paese non si può conservare il sangue cordonale per se stessi è per mettere la terapia con le cellule staminali a disposizione di tutti i malati che ne hanno bisogno, che nell'80% dei casi sono bambini.
Differentemente da quanto si possa pensare, non è sempre possibile prelevare e conservare il sangue del cordone ombelicale.
Esistono infatti tutta una serie di condizioni che lo rendono non idoneo alla conservazione: una gestazione inferiore a 35 settimane, uno stato febbrile della madre, malformazioni congenite nel neonato, stress fetale, malattie batteriche o virali contratte durante la gravidanza o positività sierologica della madre, o se la quantità di sangue prelevata è scarsa.
In media si è visto che il 50-60% delle unità di sangue cordonale non sono idonee ad essere conservate, il che implica che se ogni madre conservasse le staminali per sé una su due non potrebbe usufruire del proprio sangue cordonale per il suo bambino.
Per questo motivo la donazione del sangue del cordone consente a tutti i bambini di poter usufruire, se necessario, delle cellule staminali per curare le malattie del sangue e immunologiche in età pediatrica, le uniche per le patologie quali vengono utilizzate con successo.